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Scritto da Michele Cirella   
Venerdì 05 Novembre 2010 17:44

Il Nordic Walking o camminata nordica con i bastoncini nelle terapie riabilitative

 

Michele Cirella

Fisioterapista, Presidio Riabilitativo di San Nicandro Garganico (FG), A.S.L Foggia

 FisiOnLine, 11-2010

 

 

walkerIntroduzione

Nel trattamento riabilitativo di soggetti affetti da disturbi della deambulazione sia di ordine traumatologico, sia di ordine neurologico, il fisioterapista è chiamato ad agire tra due aspetti contrastanti: l'importanza che ha per il paziente un repentino recupero funzionale sia a livello umano (perdita di autonomia e di sicurezza, paura di cadere), sia a livello sociale (perdita di capacità  lavorativa o competitiva se è uno sportivo) e l'ostacolo rappresentato dall'entità  della lesione e dal sovraccarico conseguente che gli arti inferiori debilitati devono sopportare nel tentativo di ripristinare la deambulazione stessa.  Poichè non è ancora in possesso di scelte riabilitative che possano anticipare la ripresa del carico naturale (sono allo studio, comunque, sistemi microgravitari in grado di sfruttare proprio la gravità  per un completo recupero), il fisioterapista opta per il proseguimento del riposo, la riduzione del carico o l'azzeramento dello stesso, o si avvale di apparecchi gessati, di tutori o della deambulazione con ausilio di stampelle.

Queste soluzioni comportano inevitabilmente tutto un riadattamento generale causato dal sovraccarico dell'arto sano, surplus di lavoro di alcuni gruppi muscolari in contrasto con l'immobilità  di altri, adattamenti innaturali del rachide a un equilibrio eccentrico e l'instaurarsi di asimmetrie e relative compensazioni che alterano l'equilibrio globale e possono evolvere anche in altre disfunzioni patologiche. In ogni caso la ripresa del carico naturale non può avvenire in tempi brevi. In questa situazione ritengo sia particolarmente utile e di aiuto introdurre a integrazione dei protocolli riabilitativi il Nordic Walking o camminata nordica con i bastoncini, disciplina sportiva nata in Finlandia, ancora poco conosciuta in Italia, ma già  utilizzata in molte cliniche riabilitative della Scandinavia e della Germania, paesi in cui è entrata prepotentemente nello stile di vita della gente. L'utilizzo dei bastoncini nella tecnica del Nordic Walking in un corretto contesto tecnico stilistico permette, infatti, di bilanciare le forze che scarichiamo sul terreno per spostarci e distribuirle dinamicamente su altri due punti direttamente afferenti al tronco attraverso le braccia con una riduzione della gravità  del carico, quantificabile tra il 30% e il 40%., che permette in presenza di lesioni agli arti inferiori (anca, ginocchio e caviglia soprattutto) di riprendere anticipatamente il carico naturale.

Come vedremo poi, i benefici del Nordic Walking in chiave riabilitativa non si limitano alla sola, seppure fondamentale, ripresa anticipata del carico naturale, ma sono ben più numerosi perchè tutto l'organismo trae vantaggio da una deambulazione corretta, fluida e coordinata. Lo scopo di quest'articolo è dunque questo: illustrare la tecnica del Nordic Walking e la sua adattabilità  ed efficacia nelle terapie riabilitative. Mi ritengo in grado di farlo perchè pratico il Nordic Walking da più di due anni e sin dalle primissime uscite, quando ancora non mi appropriavo correttamente della tecnica, ho pensato che quest'attività  potesse essere utilizzata efficacemente come tecnica riabilitativa globale di supporto. Ho avuto dunque l'opportunità  in questi due anni in cui avrò percorso forse più di tremila chilometri lungo i sentieri, le strade di campagna e i litoranei di cui è ricco il territorio del Gargano, di analizzare a fondo i movimenti intrinseci alla tecnica del Nordic Walking e appuntarli per avere un quadro il più completo possibile sull'efficacia che può dare nelle terapie riabilitative, confrontandomi e scambiando pareri anche con altri "esperti del cammino" o con colleghi interessati alla conoscenza di questa disciplina.
Premetto altresì che in questo mio viaggio all'interno del Nordic Walking la mia attenzione sarà  rivolta, da buon fisioterapista, soprattutto alle dinamiche biomeccaniche della tecnica perchè essa apre la strada, come già  detto, a possibili situazioni vantaggiose in ambito strettamente fisioterapico, mentre per quanto riguarda la storia, le caratteristiche e la lunghezza dei bastoncini, l'importanza del lacciolo, i benefici in ambito preventivo-salutistico, le tecniche avanzate, gli studi pubblicati etc., invito il lettore a entrare nei seguenti siti:

e visionare i seguenti filmati:
http://www.youtube.com/watch?v=8e7SvftztRg (in cui è l'inventore stesso del Nordic Walking, il finlandese Marko Kantaneva, a spiegare la tecnica del Nordic Walking)

Tecnica del Nordic Walking e dinamiche biomeccaniche

La camminata nordica è semplicemente l'inserimento di appositi bastoncini nella camminata normale e naturale. La tecnica dell'utilizzo dei bastoncini è simile a quella di uno dei movimenti appartenenti alla tecnica classica dello sci di fondo, vale a dire il passo alternato: il bastone destro è appoggiato al terreno in corrispondenza dell'appoggio del tallone sinistro e viceversa alternando i movimenti. La tecnica da me utilizzata in questi due anni è la cosiddetta A L F A (attenzione alla postura-lunghezza adeguata del passo-funzionalità  del bastoncino-appoggio del piede).  
A L'attenzione alla postura si realizza con posizione del corpo eretta, testa alta, sguardo in avanti, andatura eretta e stabilizzazione del baricentro del corpo; raddrizzandosi si assume una posizione corretta che facilita e migliora i movimenti respiratori.   
L La lunghezza del passo è adeguata all'ampiezza del movimento del braccio e si realizza con una oscillazione ampia a braccio disteso (lavoro a pendolo) e una rotazione dell'asse della spalla in senso inverso all'asse dell'anca.  
F Il bastoncino (la cui lunghezza è calcolata dall'altezza x 0.66) è puntato obliquamente sotto il baricentro del corpo; è afferrato tempestivamente a mano chiusa durante la fase di recupero (in avanti) e lasciato a mano aperta durante la fase di spinta (all'indietro).  
A L'appoggio del piede consiste in un movimento fisiologico di rullata di tutto il piede: tallone, metatarso, polpastrello dell'alluce. La mia prima considerazione, peraltro condivisa e riecheggiata da altri fisioterapisti studiosi della tecnica del Nordic Walking, è che l'utilizzo dei bastoncini come prolungamento degli arti superiori rende il nostro procedere simile a quello dei primati e reintroduce in qualche modo il sistema quadrupedale o dei quattro appoggi senza peraltro rinunciare in alcun modo all'essere bipede-eretto, cioè al camminare tenendo in equilibrio testa e tronco, che è invece rafforzato.  
Si consideri, infatti, che l'utilizzo dei bastoncini non è di semplice appoggio, ma è funzionale: posti obliquamente, attraverso il lavoro a pendolo a braccio lungo stabilizzato sia in fase di spinta sia di recupero, spingendo sul lacciolo si riesce ad ottenere una maggiore lunghezza del passo senza però abbandonare la naturale fluidità  del movimento; la spinta propulsiva delle braccia impone altresì un modello di rullata del piede che ne favorisce l'appoggio in dorso flessione in modo che il carico transiti con maggiore omogeneità  dal tallone alle dita. Gli appoggi funzionali dei bastoncini sul terreno garantiscono così un minor impatto con il suolo, una distribuzione del carico sempre almeno in due punti, un aumento della stabilità in movimento e una notevole riduzione del carico delle articolazioni (ginocchia, caviglie e anche) quantificabile intorno al 40%.  
Tutto questo fa si che il Nordic Walking sia particolarmente adatto, nel recupero della deambulazione, a tutti i pazienti, sia a quelli con una menomazione temporanea, sia a quelli con una menomazione permanente, perchè permette di superare gli ostacoli che impediscono l'acquisizione di un cammino corretto, costituiti spesso o dall'incapacità  di sopportare il dolore e la fatica dovute al sovraccarico o dagli errori di postura dovuti al carico sbilanciato o dall'instaurarsi di sincinesie. Il Nordic Walking, infatti, in un contesto tecnico-stilistico che favorisce un miglior lavoro articolare generale e un incremento dello sviluppo delle capacità  coordinative e dell'equilibrio, permette che l'attività  fisica sia disciplinata e frutto di una sorta di autoregolamentazione in cui i muscoli chiamati ad una maggiore contrazione o decontrazione agiscono in sintonia.  
Volendo usare il linguaggio moderno, quello cioè di Microsoft Windows, si può dire che col Nordic Walking abbiamo un "riavvio del sistema" o un "ripristino di configurazione", ripartiamo cioè da quella condizione di possibilità  di un cammino corretto che c'era prima della lesione. In siffatta situazione, con la possibilità  di gestire un equilibrio basato su quattro appoggi, il paziente acquista sicurezza perchè è svincolato dal primo e più grosso problema della deambulazione: non cadere. C'è di più: infatti, con la successione fisiologica dei movimenti alternati di braccio e gamba opposti e la spinta propulsiva dei bastoncini si ottiene anche un rafforzamento della muscolatura delle spalle e dei pettorali, sono attivate intensamente le fasce paravertebrali di tutto il rachide, soprattutto nella zona lombare, e sappiamo che ciò nel trattamento delle discopatie e delle rachialgie assume importanza determinante, e tutta la colonna vertebrale è sottoposta a una importante mobilizzazione.
In tal senso, ritengo di poter legittimamente affermare che il Nordic Walking agisca sui muscoli paravertebrali più efficacemente e più facilmente delle contrazioni isometriche di Erna Becker che sviluppa il metodo Niederhoffer, e posso supporre, anzi è una mia previsione, che il Nordic Walking possa essere adottato come tecnica preventiva e correttiva delle scoliosi. D'altra parte uno dei metodi più conosciuti per il trattamento riabilitativo delle scoliosi, il metodo Klapp, si basa proprio sul sistema quadrupedale. Altresì, il sostegno propulsivo dei bastoncini riduce l'ampiezza della sinusoide verticale del baricentro anche con un'ampiezza di passo ben superiore al rapporto ottimale con l'altezza, permettendo alla pelvi una "basculazione" ampia senza sovraccaricare la cerniera sacro lombare (ovvero il passaggio tra la quinta vertebra lombare e la prima sacrale, spesso sede di patologie discali invalidanti).
 In definitiva i bastoncini sono un ausilio per insegnare il modo corretto di muoversi con il busto eretto, per educare a conoscere, a percepire e a controllare meglio il proprio corpo. Il beneficio fondamentale della disciplina sta nel fatto che le abilità imparate devono essere trasferibili nella vita di tutti i giorni.

Studi scientifici sui benefici del Nordic Walking nella prevenzione e nella riabilitazione di patologie ortoperdiche e cardiovascolari 

Poichè il numero di appassionati del Nordic Walking sta crescendo in maniera esponenziale, 8,5 milioni di praticanti nel mondo, contemporaneamente sono pubblicati anche parecchi studi scientifici che illustrano i benefici che questa pratica sportiva produce.Rogers e altri, già  nel 1995, hanno verificato che in una sessione di 30 minuti fatti a velocità  sostenuta da giovani, maschi e femmine, di 24 anni circa, la spesa calorica fosse stata significativamente più elevata nel Nordic Walking che nel Walking tradizionale (174 vs 141 kcal).
Al contrario il rating di sforzo percepito non differiva tra le due condizioni. Laukkanen (1998) ha confrontato la frequenza cardiaca durante la camminata veloce con o senza bastoncini. Un gruppo di uomini e donne di mezza età è stato studiato su una pista Indoor Hall: l'aumento della frequenza cardiaca, misurata con una Polar monitor HR, è stato tra 5-12 e 5-17 battiti al minuto superiore nel Nordic in uomini e donne rispettivamente.
Anche qui il rating di sforzo percepito non differiva tra le due condizioni.Questi dati sono stati confermati dal rinomato Cooper Institut di Dallas (USA) che ha esaminato l'effetto del Nordic Walking nell'ambito di uno studio durato alcuni mesi. I risultati dello studio hanno evidenziato in tutte le persone esaminate un significativo aumento del 20% nel consumo di ossigeno ed energia rispetto al Walking normale. Inoltre è stato rilevato un aumento del 6% della frequenza cardiaca.
Tutti i partecipanti hanno trovato il Nordic Walking meno faticoso del classico Walking. I risultati individuali sono stati notevoli. In alcuni esaminati il consumo di ossigeno ed energia è aumentato fino al 46%.L'aumento del consumo energetico è dovuto proprio al grande coinvolgimento muscolare (85% della muscolatura corporea, vale a dire circa 600 muscoli); infatti, attraverso l'uso dei bastoni viene allenata e tonificata anche la muscolatura della parte superiore del corpo (spalle, petto e braccia).La naturalezza e la grande adattabilità  del movimento nel Nordic Walking permettono a chiunque di poter praticare una forma di movimento completa, armonica e divertente che possiede innumerevoli varianti secondo gli obiettivi: dalla performance al semplice controllo del peso corporeo; infatti, con una adeguata attività  aerobica (es. Nordic walking a una intensità tale da poter mantenere velocità  costante per almeno 40 - 50 minuti) è notevolmente stimolato il consumo dei grassi che, nel nostro metabolismo, sono utilizzati solo dopo un certo tempo di attività .
Pertanto la camminata nordica è sicuramente lo sport ideale per perdere peso. Posso testimoniare che in questi due anni di attività  il mio peso corporeo è sceso dai 75 Kg. iniziali ai 67 kg. attuali.Il Nordic Walking è adatto a tutti non presentando particolari controindicazioni e, come tutte le attività  di tipo aerobico ne possiede le caratteristiche di allenamento del sistema cardiocircolatorio (muscolatura cardiaca e circolazione sanguigna) e l'aumento della capacità  aerobica (migliora il trasporto dell'ossigeno nell'organismo - VO2 max).Contemporaneamente si realizzano effetti benefici anche sull'apparato respiratorio, rinforzando i muscoli della gabbia toracica e aumentando il volume d'aria inspirato. Il polmone, e di conseguenza tutto l'organismo, trae il massimo del vantaggio se si cammina all'aperto, in spiaggia, in un ambiente salubre come un parco o lungo gli argini, in collina o in montagna, comunque fuori dal traffico. 
Si modifica, inoltre, il metabolismo degli zuccheri: aumenta il colesterolo "buono" HDL, si riduce quello "cattivo" LDL, migliora la sensibilità  all'insulina prevenendo il diabete, si riducono i livelli di fibrinogeno e l'adesività  delle piastrine prevenendo le trombosi. Agendo su più fronti il Nordic Walking previene così il rischio d'infarto, arteriosclerosi e ictus.Lo sforzo richiesto durante il Nordic Walking è stato anche studiato in pazienti con cardiopatia coronarica (Walter e altri, 1996).
Tutti i soggetti esaminati erano stati sottoposti a bypass al cuore oppure a operazioni di angioplastica o avevano subito infarti cardiaci. I pazienti, compresi in una età  media di 61 anni, sono stati sottoposti a due camminate intense, secondo le possibilità  di ciascuno, di 8 minuti, la prima col cammino tradizionale e la seconda coi bastoncini. Durante la deambulazione con i bastoncini, il consumo medio di energia è aumentato del 21%, la frequenza cardiaca di 14 battiti/minuto e la pù alta pressione sistolica/diastolica rispettivamente di 16 mmHg e 4 mmHg, variazioni queste dovute al consumo di ossigeno moltiplicato per la frequenza cardiaca e non connesse ad aumenti indesiderati della pressione arteriosa. Il gruppo di ricerca ha concluso che camminare coi bastoncini è una forma sicura di riabilitazione per i malati di cuore.Altri studi confermano che il Nordic Walking è particolarmente adatto per terapie riabilitative. Ha, infatti, anche effetti positivi su persone con problemi di schiena.
Ricerche effettuate in Finlandia (Anttila e altri 1999) hanno dimostrato che il Nordic Walking ha favorito enormi miglioramenti su persone con danni alla schiena causati da errori di postura. La colonna vertebrale delle persone esaminate è diventata più mobile, l'intera muscolatura del busto è migliorata e si è rinforzata, migliorando anche l'irrorazione sanguigna nella parte superiore del corpo. Le tensioni alla nuca e alle spalle si sono ridotte e inoltre nel 70% degli esaminati sono spariti i disturbi. E' per questo che il Nordic Walking è già  impiegato in molte cliniche della Scandinavia e della Germania come terapia riabilitativa. 
In definitiva passeggiare con i bastoncini permette a tutti di praticare un'attività motoria all'aria aperta, con un allenamento che sviluppa resistenza e forza e che si accompagna anche a un beneficio mentale e psicologico, grazie all'ambiente in cui tale attività  è praticata.    

Effetti del Nordic Walking nel trattamento riabilitativo di patologie neurologiche, ortopediche e traumatiche. Casi di studio. 

Da sei mesi circa, sulla spinta dei benefici documentati anche dagli studi in materia del Nordic Walking e avendo verificato personalmente che questa disciplina sportiva emergente è estremamente positiva per i trattamenti riabilitativi, ho iniziato a sottoporla in forma sperimentale, con le dovute cautele e previo consenso informato, a tutti quei pazienti che avevo assegnati capaci di acquisire correttamente la tecnica e sfruttarne l'efficacia. 
E' bene precisare che questo studio per l'esiguità  dei casi sperimentati non può avere una validità  scientifica certificata, ma è ugualmente apprezzabile per il carattere empirico, quasi pionieristico. Ho già  evidenziato come il Nordic Walking per i movimenti che la tecnica impone sia adatto in riabilitazione, anche perchè, essendo una disciplina sportiva non prestativa, una ginnastica "dolce", non richiede una capacità agonistica e un impegno fisico elevato, e tuttavia, affinchè possa essere efficace al massimo occorre scegliere percorsi rettilinei o che non obbligano a bruschi cambi di direzione, privi di ostacoli e con pendenza minima. La velocità  di percorrenza deve essere intorno ai 3 Km orari per non incorrere in una tecnica troppo "posticcia" e il tempo di percorrenza, almeno all'inizio e per i casi affetti da patologie neurologiche, deve essere intorno ai 10 minuti per una distanza quindi di 500 metri. Calcolando poi che per compiere un'alternanza completa (sinistro-destro e destro-sinistro) si percorrono circa 2 metri, si quantifica l'esercizio fisico prodotto in 500 metri così: 250 mobilizzazioni di tutta la colonna vertebrale, 250 rullate dei piedi rispettivamente, 250 rotazioni dell'asse della spalla in senso inverso all'asse dell'anca e via dicendo, per un impegno dell'85% dei muscoli del corpo umano in un contesto ciclico di coordinazione indotta che fornisce grossi stimoli al sistema propriocettivo. 
Ho potuto osservare in quest'ultimo periodo che a usufruire dei vantaggi che sono insiti nel contesto tecnico-stilistico del Nordic Walking siano soprattutto i pazienti con affezioni neurologiche, quali gli emiparetici o i parkinsoniani, categorie su cui gli studi fin qui da me conosciuti sono carenti, se non assenti. Prendiamo ad esempio in esame il paziente presente nelle foto: egli è affetto da emiparesi sx. 
    

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Si può facilmente evidenziare come nella fase di Walking senza bastoncini il paziente sia abbastanza dominato dalle sincinesie tipiche degli emiparetici che compaiono quando si supera un certo livello di sforzo volontario prodotto nel compiere qualsiasi movimento; ma si può altrettanto facilmente evidenziare come nel Walking con i bastoncini, in un contesto ciclico di coordinazione indotta, il paziente stesso riesca ad organizzare il proprio cammino in modo simmetrico, con il giusto bilanciamento del carico, con postura eretta, sicurezza e sensibilità  nell'appoggio del piede e con l'arto  superiore sinistro debitamente sottratto dalla dinamica funzionale della malattia. 
Anche con alcuni pazienti affetti da Morbo di Parkinson ho potuto costatare gli effetti benefici dovuti al fatto che l'utilizzo dei bastoncini impone un ritmo di cammino con schema simmetrico, coordinato ed equilibrato; infatti, se esaminiamo la sintomatologia, osserviamo che in questa patologia è piuttosto frequente che la realizzazione di un cammino corretto sia ostacolata da complicazioni neuromuscolari ed articolari e da disturbi dell'atteggiamento e della postura, complicazioni che derivano da tre sintomi principali che si combinano in vario modo:- la rigidità  o ipertonia, - il tremore, - l'acinesia. 
A causa di ciò il malato di Parkinson tende ad avere un'andatura a piccoli passi, con la postura flessa ed il baricentro in avanti e con scarsissima oscillazione delle braccia. Le maggiori difficoltà  del Parkinsoniano sono: muovere il primo passo, fermarsi, girarsi e superare gli ostacoli.
 I pazienti esaminati, con il corretto utilizzo dei bastoncini, hanno risposto efficacemente all'esagerazione del tono della postura ed allo squilibrio agonista-antagonista, hanno diminuito il tremore anche in presenza di un movimento richiesto più selettivo, cioè il cammino corretto, ed infine hanno mostrato attenzione ed abilità  nell'affrontare il disturbo dell'inizio e dell'esecuzione del movimento, riuscendo nelle sessioni più lunghe (ho utilizzato un corridoio di 40 metri circa) ad automatizzare i movimenti, ampliando l'escursione delle braccia, mantenere un'adeguata lunghezza del passo e regolare la velocità  del cammino.Il compito gravoso, ma anche stimolante, che ci attende è quello di riuscire a trasferire le abilità  che si acquisiscono durante l'utilizzo dei bastoncini nel Walking normale. Il presupposto è che il paziente acquisti sufficiente coscienza della propria postura e dello schema del proprio passo e che presti molta attenzione all'esecuzione dello stesso. 
Progetto non difficile da attuare, perchè i pazienti esaminati si sono affezionati a questa nuova esperienza, tanto che mi esprimono grande gratitudine, manifestando anche grande gioia per la riscoperta di possibilità  motorie perdute. Stanno diventando"Nordic Walking dipendenti"?  
Il mio studio sperimentale sui pazienti affetti da patologie neurologiche per il momento è limitato a queste due categorie, ma m'incuriosisce molto l'applicazione del Nordic Walking sulle persone affette da diplegia spastica o tetraparesi spastica che siano in grado di utilizzare discretamente la tecnica; sappiamo, infatti, che importanti studi di neurologia (Bobath ad es.) hanno evidenziato come l'utilizzo attivo e consapevole degli arti superiori evochi immediati ed involontari riflessi di movimento su quelli inferiori, e come ciò sia in grado di riorganizzarne coordinazione e funzionalità. 
Per quanto riguarda le patologie ortopediche ho scelto una modalità sperimentale diversa rispetto alle patologie neurologiche: il campo d'azione non è più il corridoio del Presidio Riabilitativo, ma le strade di campagna del territorio circostante. Ho illustrato ai pazienti la tecnica da adottare e i modi ed i tempi delle sessioni da svolgere all'aria aperta con la mia supervisione, almeno per le primissime uscite, che è stata attenta e diligente. 
Realisticamente, in una situazione ambientale forse non ancora pronto alle novità, ho dovuto costatare che solo due pazienti a fronte dei 20 ai quali l'ho proposto, hanno accolto con impegno costante il mio invito, quanto basta però per confermare la validità  della tecnica adottata e la sua efficacia.Prendo in esame in particolare un signore di 51 anni affetto da lombosciatalgia con questo referto medico dopo RM lombo-sacrale senza contrasto: "Protrusione mediana posteriore del disco intervertebrale compreso tra L4-L5. Ernia discale posteriore paramediana sinistra espulsa e migrata superiormente del disco L5-S1 con segni di compressione radicolare. Note artrosiche diffuse. I sintomi avvertiti erano tipici: dolore alla gamba sinistra, soprattutto in prossimità  del retro della coscia; fitte al polpaccio tipo piccolo strappo-stiramento, scarsa sensibilità  nella parte laterale esterna della coscia, nel retro del ginocchio a livello del confine tra retro coscia e polpaccio e nella parte esterna del piede. Ho immediatamente proposto l'adozione del Nordic Walking e a distanza di soli due mesi, con un programma comprendente solo due uscite settimanali di 50 minuti, il paziente ha camminato speditamente anche senza bastoni, con stile corretto e con diminuzione netta dei dolori.In altre parole il paziente è riuscito anche a trasferire nel cammino normale le abilità  acquisite con il Nordic Walking.
 La riduzione del dolore e la scomparsa di piccole algie con la tecnica del Nordic Walking sono forse l'aspetto benefico più importante che avvicina le persone alla pratica del Nordic Walking. Tanti amici letteralmente angosciati da dolori agli arti inferiori, alla schiena e alle spalle hanno trovato nel Nordic Walking la loro pozione magica. 
La chiave di lettura in tal senso è che una deambulazione corretta e microgravitaria disinnesca i fenomeni patologici di sovraccarico e ne riduce gli effetti dolorosi.

 

Conclusioni

 

Credo che il Nordic Walking o camminata nordica con bastoncini sia una disciplina sportiva destinata ad espandersi, visto il suo grande appeal e la facilità  nell'essere praticata, ma c'è anche chi pensa che sia solo una moda momentanea destinata in pochi anni a scomparire. Sarà  anche possibile che questa crescita esponenziale di praticanti prima o poi si fermerà  e qualcuno, ora entusiasta, richiederà poi a se stesso una disciplina sportiva più prestativa, ma rimarrà  per sempre la sua efficacia come attività  terapeutica per un recupero del cammino dopo problematiche ortopediche, traumatiche e neurologiche.  
Mi conforta sapere da questo punto di vista che i benefici di questo sport siano oggetto di studi sempre più approfonditi e, altresì è indicativo che in Scandinavia e in Germania sia già  impiegato come terapia riabilitativa.Mi rende orgoglioso poi pensare che questo mio lavoro, realizzato peraltro con mezzi modesti e spesso in solitudine, ma con passione, possa divenire un contributo per la conoscenza e la diffusione di questo sport come pratica riabilitativa; d'altronde basta che un fisioterapista lo pratichi per qualche settimana per convincersi delle sue qualità .
 Ecco, questo è l'invito che faccio a voi, colleghi: camminate con i bastoncini nell'ottica che un domani lo dovrete proporre ai vostri pazienti e capirete perchè ne sono tanto entusiasta.Non era forse il nostro sogno, una tecnica che ci facesse camminare quasi da quadrupede incrementando la postura eretta, la coordinazione, l'equilibrio, la stabilità  e quant'altro? Sì, credo proprio che la tecnica del  Nordic Walking durerà  a lungo: è quel genere di cosa che ti chiedi come mai non è stato inventato prima.In definitiva il Nordic Walking o camminata nordica con bastoncini è una disciplina sportiva facile da praticare molto adatta per le terapie riabilitative.
Questo mio lavoro, attraverso l'analisi del cammino con quattro appoggi determinato dall'utilizzo dei bastoncini, ha evidenziato che ha effetto positivo su persone con problemi di schiena, in particolare su pazienti affetti da discopatia, ma anche che aiuta molto la deambulazione di pazienti affetti da patologie neurologiche sviluppando capacità  funzionali ritenute irrimediabilmente perse. Altresì ha prefigurato la possibilità , valutando che corregge la postura, sviluppa le capacità  coordinative e l'equilibrio, bilancia il carico e stabilizza l'appoggio dei piedi, che venga utilizzato come tecnica riabilitativa globale di supporto.

Contatti Autore: cirellacasa@alice.it



Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Marzo 2011 13:00
 

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