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Venerdì 05 Marzo 2010 20:32
Indice
La coordinazione motoria attuata dalla Fascia Corporis
Parte 2
Tutte le pagine

La coordinazione motoria attuata dalla Fascia Corporis

Luigi Stecco
Fisioterapista - Libero professionista

Inserto Scientifico AITR - IV 1995


Introduzione

Due preconcetti hanno rallentato la comprensione dell'organizzazione motoria periferica: il primo è quello di considerare la fascia corporis come un mezzo di contenzione; il secondo è quello di rapportare il controllo motorio al solo sistema nervoso.
L'intento di questo lavoro è quello di evidenziare l'architettura delle inserzioni dei muscoli sulla fascia in modo da far risaltare la coordinazione motoria periferica.
Nella letteratura medica esistono già varie prove che dimostrano l'esistenza di questa organizzazione periferica, anche in presenza di neurotomie: "La connessione fra l'impalcatura e le catene dei muscoli è così ben organizzata che, nell'animale denervato, le risposte riflesse sono sottoposte al suo controllo.
In un rospo spinale, le radici dorsali dei nervi che innervano i due arti posteriori e un arto anteriore vengono recise e così anche le radici ventrali dell'altro arto anteriore. Se questo arto anteriore con radici sensitive intatte viene mosso in modo da determinare una retroazione, gli arti posteriori cambiano posizione: l'arto ipsilaterale si estende e l'arto controlaterale si flette. L'informazione sensitiva proveniente da un arto (che viene passivamente portato in una data posizione) ha come risultato il cambiamento di posizione di altri arti deafferentati; i centri motori di questi arti sono evidentemente stimolati da informazioni sensitive provenienti altrove."

Senza rifarci a questi casi di laboratorio, possiamo trovare la coordinazione operata dal tensionamento della fascia anche nella vita di tutti noi: "Il peduncolo polmonare e la biforcazione tracheale sono fissati alla parete posteriore del pericardio da fasci fibrosi resistenti, i quali si irradiano dalla parete della vena cava inferiore verso il margine posteriore del centro tendineo del diaframma. Nell'insieme si forma così una membrana di tessuto connettivo, membrana broncopericardica, che assicura il sinergismo delle varie strutture nei movimenti del torace e del diaframma."
Se questo tensionamento della fascia interviene nella regolazione del sincronismo di questi organi interni, perché essa non potrebbe fare altrettanto per la coordinazione delle fibre muscolari dell'unità motoria?

UNITÀ MOTORIA
"L'unità motoria è costituita, nel suo insieme, da un motoneurone del corno anteriore del midollo spinale, dal suo assone e da tutte le fibre muscolari innervate dalle ramificazione dello stesso assone. I muscoli che attuano movimenti potenti hanno unità motorie con un abbondante numero di fibre muscolari, per esempio il triceps suræ ha circa 1900 fibre per ogni unità motoria. Inoltre, le fibre muscolari di una unità motoria non sono disposte insieme nel muscolo, ma possono essere disseminate in differenti fascicoli. Infine, il numero di unità motorie contemporaneamente attive in un muscolo determina l'entità del lavoro eseguito dal muscolo."
Di questa citazione sottolineiamo due caratteristiche dell'unità che saranno poi inserite nella fisiologia della fascia corporis:
- la divisione dell'unità motoria in tanti fascicoli anche lontani fra loro;
- l'intervento di più unità motorie per attuare un movimento.
La contrazione a settori del muscolo è resa possibile dalla struttura interna del muscolo: "Le fibre di un muscolo volontario sono avvolte da una guaina di tessuto areolare lasso (endomisio), ogni gruppo (fascetto) di fibre è circondato da un'altra guaina connettivale (perimisio) e, infine, l'intero muscolo è avvolto dalla fascia muscolare."
Il tessuto areolare permette il rigonfiamento, il perimisio permette il movimento indipendente del singolo fascetto, la fascia recepisce l'azione dei singoli fascetti e li coordina per l'azione unica finale.
Finora l'organizzazione motoria periferica è stata legata al solo sistema nervoso: "Le contrazioni delle unità motorie possono essere determinate non soltanto da impulsi provenienti da centri sopraspinali, eccitanti direttamente i motoneuroni (via alfa), ma anche da impulsi delle efferenti gamma (via gamma), che attivano le attività motorie attraverso l'arco riflesso di allungamento (stretch reflex)."
Secondo recenti ricerche sembra che il riflesso di stiramento non provenga solo dalle fibre gamma, ma anche dagli organi tendinei e dalla fascia: "Le cellule del sistema alfa-gamma efferenti ricevono impulsi da nervi afferenti originati anche da organi al di fuori del circuito. Recenti teorie implicano alcuni tipi di recettori tendinei del Golgi nell'eccitazione.. In alcuni casi il meccanismo effettore del circuito gamma sembra isolarsi dal controllo sovrasegmentario, esso diventa autonomo".
L'azione autonoma del circuito alfa è resa possibile in virtù delle inserzioni miofasciali che analizzeremo in questo lavoro. Anche nella clinica si riscontrano recuperi improvvisi di forza muscolare solo normalizzando alcuni punti della fascia.

Nei prossimi paragrafi:
- Parleremo di unità neuro-mio-fasciale, riferendoci al circuito alfa-gamma come attivatore, non della singola unità motoria, ma della massa di unità motorie attuanti un movimento unidirezionale di una articolazione. Nell'unità neuro-mio-fasciale metteremo la fascia come elemento unificante le afferenze che il nervo trasporterà al sistema nervoso centrale (SNC).
- Quando si parlerà di unità miofasciale, l'attività riflessa di coordinazione motoria periferica verrà collegata soprattutto al tensionamento della fascia. Le trazioni che i muscoli creano sulla fascia formano tanti vettori che convergono in un punto; da questo centro vettoriale parte il feedback che coordina l'azione delle varie unità motorie.

UNITÀ NEURO-MIO-FASCIALE
Abbiamo visto che le fibre muscolari di un'unità motoria possono essere disseminate in differenti fascicoli e che un movimento è attuato da più unità motorie. Ora per percepire e uniformare l'azione di massa di tutte queste fibre il sistema nervoso deve avere dei riferimenti periferici che lo aiutano in questi compiti.
La fascia, per i seguenti motivi, può percepire gli stiramenti delle varie fibre:
- essa si collega con le fibre muscolari tramite i setti intermuscolari, le logge, le guaine, le membrane...
- essa è ricca di fibre elastiche e può quindi essere allungata;
- essa ha degli agganci nelle ossa che ne impediscono lo spostamento dalla sua sede;
- essa ha fibre collagene ondulate che permettono il suo allungamento entro dei limiti fisiologici;
- essa è riccamente innervata
- essa offre inserzione a molti tendini
- essa si collega con tutte le fibre motorie per essere il loro centro di coordinazione (CC) e con tutte le parti percettive (legamenti, capsula articolare) per uniformare la percezione direzionale (CP).
Le inserzioni dei muscoli sulla fascia cambiano di ruolo a seconda di dove si collocano: nel caso del triceps brachii, l'inserzione tendinea sui setti intermuscolari collabora alla formazione del centro di coordinazione motoria (CC); l'inserzione tendinea sulla fascia olecranica e sulla capsula articolare forma il centro percettivo (CP).
L'inserzione dei tendini sulla fascia rende difficile la separazione fra le innervazioni afferenziali delle due strutture: nella fascia troviamo le terminazioni nervose libere e i corpuscoli di Pacini, entrambi sensibili allo stiramento; nei tendini troviamo gli organi tendinei dei Golgi e i fusi muscolotendinei entrambi sensibili allo stiramento.
Si è tentato di dare un significato ad ognuna di queste afferenze, ma il SNC, come non conosce il muscolo ma la direzione motoria, così esso non accetta tanti segnali separati, ma solo un'afferenza unica globale direzionale.
Per uniformare le afferenze in un significato direzionale, esse devono essere collegate ad una struttura unica (fascia) e devono arrivare ad uno schema endomidollare unico. Analizziamo i collegamenti della fascia con le parti molli periarticolari:
"La fascia olecranica è rinforzata dalle fibre emanate dal tendine del m. triceps brachii e aderisce intimamente ad alcune parti ossee.."
L'inserzione di alcune fibre del triceps sulla fascia non ha certo lo scopo di rinforzarla, ma di stirarla in sincronia allo stiramento della capsula articolare dove trovano inserzione altre fibre muscolari:
"Per impedire che nel corso del movimento la capsula venga ad essere schiacciata tra i capi articolari, fibre muscolari del m. biceps brachii e brachialis si irradiano sulla capsula (mm. articolari) e la mettono in tensione; (idem per quanto riguarda l'inserzione sulla capsula del triceps). Tra la membrana sinoviale e la membrana fibrosa esterna della capsula si trovano accumuli di tessuto adiposo."
Il tessuto adiposo serve ad impedire lo schiacciamento della capsula e l'inserzione dei muscoli sulla membrana fibrosa, e non su quella sinoviale serve per attivare i neurorecettori. Inoltre, visto che la capsula è facilmente trazionabile, perché ben due muscoli (biceps e brachialis) vanno ad inserirsi su essa per trazionarla?
Il vero motivo di queste inserzioni dei muscoli sulla capsula e fascia articolare è quello di stimolare contemporaneamente i vari recettori.
"Nella capsula articolare si possono distinguere legamenti molto robusti, i legamenti collaterali... Il legamento collaterale radiale è rinforzato dai mm. estensori superficiali".
La fascia unita ai tendini, al foglietto superficiale del periostio, ai legamenti e alla capsula articolare diventa così l'elemento riassuntivo o centro percettivo (CP) degli stiramenti delle parti molli periarticolari.
Questi stiramenti non sono indifferenziati, ma, data l'architettura della fascia, essi si localizzano nella parte articolare specifica per ogni dire-zione. L'inserzione della fascia sugli epicondili mediale e laterale separa la sequenza fasciale flessoria da quella estensoria e così gli stiramenti posteriori convergono in un punto o centro di percezione per l'estensione del gomito.
Riassumendo, nell'apparato locomotore troviamo:
- il sistema di movimento formato dal muscoli (forza), dalle ossa (sostegno) e dalle articolazioni (leve);
- il sistema di conduzione formato dai nervi volontari (efferenti e afferenti) e vegetativi (metabolismo..)
- il sistema di percezione e di coordinazione formato dalla fascia: questa, attraverso i suoi collegamenti con le parti molli periarticolari, unifica e dà un senso all'afferenza, e attraverso i suoi collegamenti con le fibre motorie, ne coordina l'azione.

Il nervo diventa il mezzo che conduce l'impulso per l'unità motoria e che conduce l'afferenza direzionale dell'unità (sistema di conduzione); nel SNC troviamo l'organizzazione motoria che agisce in sintonia con quella periferica.

 





Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Marzo 2010 20:38
 

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