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Diario di viaggio
Parte 4 - Ospiti d'onore
Domenica, 1 ottobre 2006
Oggi in paese grande festa! Arriva il vescovo!
E noi siamo invitati alla Messa e poi a pranzo con lui. La Messa, per fortuna, č all'aperto: c'č tantissima gente e tutta vestita a festa.
Inizia alle 10 e finirā alle 13 dopo innumerevoli canti, balli, discorsi, la processione con la statua di Santa Teresa e nuovamente canti, balli, discorsi e regali al vescovo.
Quando dopo l'una, lui si ritira in parrocchia ci invita ad entrare per offrirci un po' d'acqua da una bottiglia di plastica, aperta, senza etichetta e decisamente vissuta. Io faccio finta di bere e ringrazio. Elisabetta, invece, si ingoia tutto il bicchierone: speriamo bene...
Poi si va a pranzo al convitto delle suore, sempre in sua compagnia: all'ingresso due ragazze ci versano con una brocca dell'acqua caldissima per lavarci le mani. Ci invitano a sedere al tavolo "d'onore", alla destra del vescovo. Veniamo serviti subito dopo di lui e il menų offre: riso bianco con verdure, bavette al sugo con carne (non so di cosa), carne in umido (non so quale), carne arrostita (non so di chi), verdura cotta (amarognola, ma non identificata). Poi c'č la macedonia di papaia e banane.
Il tutto č inframmezzato da canti e balli delle ragazze e delle suore del convitto. Anche il dolce, una torta, arriva danzando.
Mi faccio fare una foto a tavola con il vescovo: gliela mostro sul display della macchina digitale e lui dice: "incredibile". Ma pensa un po'!
Alle 16 salutiamo e montiamo sulla jeep di Francesco per tornarcene alla missione. Oggi inizio anche la profilassi antimalarica in previsione del mio trasferimento in Kenya la prossima settimana: il Lariam va assunto a stomaco pieno. Penso che oggi, pių pieno di cosė non fosse possibile.
Lunedi, 2 ottobre 2006
Il primo lunedi di ogni mese, in un grande spiazzo fuori dal villaggio, si tiene un grande mercato. Cosė, dopo il lavoro, decido di andare a curiosare. Mi accompagna Beatrice, una delle cinque collaboratrici di Shirley. Passiamo da casa sua per permetterle di cambiarsi la divisa da lavoro e indossare una semplice tuta con maglietta. Conosco sua sorella, suo fratello con la moglie e il nipotino che sguazza dentro una tinozza d'acqua.
Il mercato, ci vuole un po' per arrivarci, č un'allegra bolgia, una fiumana di persone dove io, tanto per cambiare, sono l'unico muzungu bianco.
Fa un certo effetto sentirsi cosė osservati ma, a differenza di quello che potrebbe essere successo al primo nero visto da noi che so...a Pontida, qui č tutto un fiorire di sorrisi e saluti. Non so pių bene quale sia il terzo mondo. Questa gente ci insegna a vivere: i bambini vanno scalzi, tagliano la carne in mezzo alla strada impolverata, si vestono a modo loro, ma nei rapporti umani sono anni luce avanti a noi. Oppure indietro?
Gerardo Capaldo
Parte 1 - L'avvicinamento
Parte 2 - Cominciamo ad ambientarci
Parte 3 - Kituo!
segue...
Parte 5 - Saluti
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