FisiOnLine Smile Mission







Diario di viaggio
Parte 2 - Cominciamo ad ambientarci

Sabato, 23 settembre 2006

E' albeggiato da almeno un'ora ma alle 6,45 è solo grazie alla sveglia che riapro gli occhi. Dopo la colazione scendiamo al Kituo e conosciamo suor Shirley, fisioterapista (ha studiato in Italia a Conegliano Veneto), di nazionalità colombiana. Discutiamo dei pazienti e cominciamo a selezionare le cartelle di alcuni di essi: i casi urgenti (che hanno tolto il gesso da poco) e le "pecore nere" (descrizione quanto mai appropriata in Africa, ma poco specifica) cioè i bambini poco collaboranti.
Shirley ha cinque collaboratrici, non fisioterapiste: la sua richiesta è principalmente quella di attuare stage formativi nei loro confronti al fine di creare delle figure di "assistente-fisioterapista", quanto mai indispensabili dal momento che il carico di lavoro tra bambini ricoverati e esterni è di circa un centinaio di pazienti.
Conosciamo anche l'altra suora, Consuelo, anch'essa colombiana ma infermiera. A lei consegnamo la borsa con un po' di medicinali, garze e bende portata dall'Italia. Nessun problema di comunicazione con loro: queste piccole, infaticabili suorine parlano senza problemi italiano, inglese, swaili e naturalmente spagnolo. Chapeau!
Mentre discutiamo, padre Francesco ci chiede i visitare una ragazza che lavora al Kituo che è caduta e si è fatta male ad un piede. E' molto dolente in regione metatarsale (4° e 5°), presenta un modesto edema senza versamento ematico. Discreta impotenza funzionale. Sospettiamo una frattura e visto che al Kituo è possibile, proponiamo un Rx prima dell'immobilizzazione. Comunque aspettiamo il medico locale. Arriva dopo un po' e decide che intanto gli fa il gesso, poi eventualmente fra una settimana si deciderà se fare la radiografia. Un diverso approccio. Questo si chiama "massima economizzazione delle risorse" ed è il sogno di diversi manager sanitari italiani...

Domenica, 24 settembre 2006
La domenica è giorno di festa. Insieme alle volontarie ondontoiatre Daniela, Valentina e Laura, ci carichiamo sul retro del pickup di padre Carlo per andare in un villaggio vicino, dove lui doveva celebrare messa e tre battesimi. Per strada abbiamo mangiato un sacco di polvere e appena arrivati la nostra presenza ha destato grande stupore tra i presenti. Ho conosciuto un giovane e con lui ho fatto il giro del villaggio, tra case costruite con il fango e bambini che spuntavano da ogni angolo. In qualche modo abbiamo comunicato, in un misto di italoangloswailimimicogestuale: non ricordo cosa ci siamo detti, ma ci siamo fatti un sacco di risate.
Dopo la messa siamo persino stati ringraziati della nostra presenza. Abbiamo lasciato 10000 scellini a testa come contributo per la costruzione della nuova chiesa. Siamo stati persino applauditi...
Alla sera rituale partita a calciobalilla cui ha partecipato anche il compassato padre Pascal: si è divertito un sacco. Alle 21.30 mi infilo già a letto, ma non prima di aver rimirato per un po' l'incredibile cielo stellato africano...

Gerardo Capaldo

Parte 1 - L'avvicinamento

segue...

Parte 3 - Kituo!
Parte 4 - Ospiti d'onore
Parte 5 - Saluti
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