
Comunicato stampa inviato da Aifi
ROMA, 21 marzo 2006 - 10.000 persone, tra fisioterapisti e studenti in fisioterapia, hanno sfilato oggi per le vie di Roma per dire no all’equipollenza di scienze motorie e per difendere la salute dei cittadini. È stato un successo la manifestazione organizzata dall’Aifi, Associazione italiana fisioterapisti, per protestare contro l'articolo 1-septies della legge 3 febbraio 2006 n. 27, che ha di fatto equiparato la laurea in scienze motorie, nata dalla trasformazione dell'Isef, a quella in fisioterapia. Un corteo colorato, animato da delegazioni provenienti da ogni angolo d’Italia, da tantissimi giovani e da slogan come “La fisioterapia non è uno sport”, “Scienze motorie, nuoce gravemente alla salute”, “Per fare riabilitazione occorre studiare”, ha bloccato nella mattina le strade del centro della capitale.
“Siamo felici per la giornata di oggi” commenta Vincenzo Manigrasso, presidente nazionale Aifi, l’associazione maggiormente rappresentativa in Italia. “I colleghi che sono venuti qui a Roma a protestare sotto la pioggia hanno preso una giornata di ferie, si sono pagati il viaggio e hanno percorso chilometri perché hanno deciso che valeva la pena manifestare per affermare il diritto del cittadino a una riabilitazione di qualità e rivendicare un accesso trasparente e programmato alla professione”.
La mattinata è iniziata alle 9.30 con il concentramento del corteo in piazza della Repubblica. I manifestanti hanno quindi sfilato per le vie della capitale per raggiungere piazza Madonna di Loreto, in via dei Fori Imperiali. Per circa mille manifestanti la giornata è proseguita al convegno organizzato al cinema Capranica. Sono intervenuti tra gli altri, Pietro Barbieri, presidente della Fish, Federazione italiana superamento handicap, Antonio Gaudioso, vice segretario generale del Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva e alcuni esponenti politici tra i quali il deputato Ds Walter Tocci, l’onorevole Udc Paolo Lucchese, Francesco Borgomeo dell’Udeur, Carla Rocchi della Margherita, Valentina Valente, presidente dell’associazione Valentina per la tutela delle persone con disabilità gravissima e candidata alle prossime politiche con il Movimento per l’autonomia, Daniela Volpato, segretaria nazionale della Cisl funzione pubblica e rappresentanti di Cgil e Ugl.
Tutti i politici presenti hanno concordato sulla necessità di abrogare l’articolo 1-septies, approvato a colpi di fiducia in un decreto “omnibus” di fine legislatura, per ristabilire una situazione di equità e di legalità. “Abrogare questa norma significa anche cambiare questo modo di governare” ha dichiarato Tocci. “Il nostro impegno è migliorare il campo dei servizi e far proseguire il processo di qualificazione del settore della fisioterapia e non mettere le professioni l’una contro l’altra.
Il contestato articolo 1-septies della legge 27/2006 recita: “Il diploma di laurea in Scienze Motorie è equipollente al diploma di laurea in Fisioterapia, se il diplomato abbia conseguito attestato di frequenza ad idoneo corso su paziente, da istituire con decreto ministeriale, presso le Università”. Una professione non sanitaria come quella dei laureati in scienze motorie è diventata sanitaria “per legge” grazie all'attestato di frequenza di un corso su paziente. Eppure, i percorsi formativi delle due professioni sono del tutto diversi. Lo dimostrano i fatti. “Se un laureato in scienze motorie volesse oggi iscriversi a un corso di laurea in fisioterapia, oltre a dover superare una selezione di accesso, si vedrebbe riconosciuti in media 20 crediti formativi su 180, quindi circa il 10 per cento degli studi già effettuati” spiega Manigrasso. “Questo significa che la sua preparazione nulla ha a che vedere con quella del fisioterapista. Per fare un paragone in ambito sanitario, basti dire che il corso di laurea in farmacia è sovrapponibile per il 60 per cento a quello in medicina. Ma nessun farmacista si sognerebbe mai di diventare un medico dopo aver frequentato un ‘idoneo corso su paziente’”.
Al termine del convegno al Capranica, i rappresentanti dell’Aifi e delle organizzazioni delle professioni sanitarie, dei cittadini, delle persone con disabilità e delle associazioni sindacali hanno sottoscritto il manifesto per dire “NO all'equipollenza”, che chiede formalmente a entrambi gli schieramenti politici e al prossimo governo un impegno affinché la norma, l'articolo 1-septies, venga abrogata.
Hanno aderito:
Sindacati UGL Sanità, CGIL, CISL e UIL di categoria
FISH, Federazione italiana per il superamento dell'handicap
AIORAO, Associazione italiana ortottisti assistenti in oftalmologia
AIP, Associazione italiana podologi
AITO, Associazione italiana terapisti occupazionali
AITNE, Associazione italiana terapisti neupsicomotricità dell'età evolutiva
ANEP, Associazione nazionale educatori professionali
FLI, Federazione logopedisti italiani
AITRPP, Associazione tecnici riabilitazione psichiatrica
ANUPI, Associazione nazionale unitaria psicomotricisti
AITA, Associazione italiana tecnici audiometristi
ANDID, Associazione italiana diplomati in dietologia
ANTEL, Associazione nazionale tecnici di laboratorio
FTSRM, Federazione nazionale dei collegi dei tecnici sanitari di radiologia medica
UNPISI, Unione nazionale personale ispettivo sanitario d'Italia
AITN, Associazione italiana tecnici neurofisiopatologia
AIRPG, Associazione italiana di rieducazione posturale globale
FIOTO, Federazione italiana operatori tecnica ortopedica
FNCO, Federazione nazionale dei Collegi delle ostetriche
ANPEC, Associazione italiana perfusionisti in cardioangiochirurgia
AITPA, Associazione italiana tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro
AIMM, Associazione italiana per il metodo Mézières
UIC, Unione italiana ciechi
FNCM, Federazione nazionale dei collegi dei massofisioterapisti
Hanno già espresso ferma contrarietà a questo provvedimento:
Il Consiglio di Facoltà della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Milano Bicocca
La Commissione Nazionale del Corso di Laurea in Fisioterapia
Il Consiglio di Corso di Laurea in Fisioterapia della Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Napoli "Federico II"
Il Consiglio di Corso di Laurea in Fisioterapia dell'Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Presidenti dei Corsi di Laurea in Fisioterapia e in Scienze delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione dell'Università di Verona
Presidente del Corso di Laurea in Fisioterapia dell'Università degli Studi di Bari
European Region of the World Confederation for Physical Therapy
Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva
La Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri
Consiglio Regionale del Piemonte
Collegio Infermieri di Rimini e Pesaro
Sezione Centri di Riabilitazione aderenti alla Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari (ARIS)
Ad ogni modo, per una corretta informazione, è opportuno ribadire gli attuali punti fermi della questione:
a) Il fisioterapista è una professione sanitaria.
b) Il laureato in scienze motorie non è una professione sanitaria e gli è espressamente preclusa, dal decreto istitutivo della sua laurea, l’attività di tipo sanitario e assistenziale riservata alle professioni sanitarie.
c) A tutt’oggi un laureato in scienze motorie che si spende in attività di tipo sanitario è un abusivo ed è passibile di denuncia per abuso di professione sanitaria
d) L’articolo 1 septies pone solo le basi per l’equipollenza del laureato in scienze motorie al fisioterapista, rimandando le norme attuative ad un altro decreto ministeriale (?) che dovrà fissare le modalità e i criteri di un percorso di studi atto ad ottenere la qualifica di fisioterapista.
e) Lo stesso Governo, che pochi giorni fa ha dovuto dare dignità di legge ad una tale svista, la ritiene oggi fondatamente anticostituzionale e in questo senso ha depositato un emendamento abrogativo nel quale ne spiega la ratio.
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